Circolo della Libertà Mens Liber@


Vai ai contenuti

Menu principale:


Agire politico e bene comune

Comunicazione politica

AGIRE POLITICO E BENE COMUNE
di Fabrizio Gavini


Nella comunicazione politica si parla spesso di 'bene comune'. Vogliamo fare una breve riflessione sul significato, sui percorsi e sulla costruzione del bene comune. Ma che cos'e il bene comune? Nella accezione popolare si intende un bene condiviso da tutti i membri della società.
Non esiste tuttavia una definizione univoca. Nell'ambito della filosofia, dell'etica, della religione, della giurisprudenza esiste una specifica definizione così come anche nella categoria della politica. Riferendoci alle affermazioni di molti personaggi politici possiamo concordare che lo scopo dell'azione politica consiste nel favorire ed implementare il bene comune che è anche il fine comune e coincide con la salvaguardia e la promozione dei diritti umani. Non corrisponde alla somma dei beni individuali, non è l'insieme di questi beni. E' in effetti qualcosa “di più”.
Quando diciamo di lavorare per il bene comune, lo scopo del nostro impegno non è solo quello di garantire la sopravvivenza e la prosperità economica alla comunità, ma anche quello di consentire la crescita spirituale. Un'idea del concetto di bene comune possiamo rilevarla dai documenti del Concilio Vaticano II: 'Il bene comune è l'insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi come ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente'. E' qualcosa di intangibile, un concetto, un comportamento, un agire attivo, positivo che coinvolge la responsabilità di tutti. Riguarda tutte la dimensione della comunità non solo locale e circoscritta, ma anche quella nazionale, internazionale e globale. E' responsabilità di ciascuno contribuirvi e riconoscere i diritti umani fondamentali anche ai più deboli e indifesi. Occorre perciò rendere accessibile alle persone tutto ciò che è necessario per una condizione di vita veramente umana come il diritto a scegliere liberamente il proprio lavoro e lo stile di vita, costituire la famiglia, possedere l'abitazione, educare i propri figli, agire rettamente secondo la propria coscienza, tutelare la salvaguardia della vita e garantire la libertà che è il primo dei valori della azione politica.
La politica è un servizio per il bene pubblico. Ha a che fare con il potere ed il suo ruolo e appunto quello di servire anche le categorie più deboli della società. Quando interveniamo direttamente in favore di persone o gruppi, agiamo secondo il principio della solidarietà. L'azione a favore del bene comune fa capo a chi esercita la solidarietà. Implica un impegno cosciente, deciso e continuo. La solidarietà è collegata al concetto di efficienza e di libertà in quanto include la responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Faccio un esempio: ad una persona che muore di fame non gli procuro un lavoro da cui può trarre di che vivere, ma gli do subito da mangiare. La solidarietà fa riferimento alla efficienza, cioè l'impegno solidale massimizza il risultato. Quando poi compiamo una azione per aiutare una persona od una comunità a superare una situazione difficile facciamo riferimento al principio della sussidiarietà che regola le competenze fra individui e comunità e fra comunità maggiori e comunità minori. E' collegato al concetto di responsabilità e di efficacia. La comunità inferiore esercita la propria azione per risolvere la situazione di difficoltà, facendosi carico fino in fondo di quanto la riguarda, secondo la propria responsabilità e competenza per giungere ad una definizione della stessa situazione. Lo Stato deve intervenire quando la comunità inferiore non riuscisse a risolverla con i proprio mezzi. In questo caso l'azione dello Stato diventa efficace perché raggiunge l'obbiettivo: la risoluzione della questione.
L'Enciclica “Centesimus Annus” promulgata dal Pontefice Giovanni Paolo II definisce molto chiaramente questo principio.” Una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità ed aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali in vista del bene comune”.
La solidarietà senza la sussidiarietà rischia di diventare 'assistenzialismo' privando i gruppi coinvolti della propria responsabilità e della propria autonomia e dignità. Così ugualmente la sussidiarietà senza la solidarietà rischia di sottovalutare la situazione di reale incapacità dei soggetti coinvolti e di dare un contributo al bene comune. La solidarietà sociale è un dovere per ogni democrazia e deve essere considerata esclusiva della sfera morale. La sussidiarietà cioè l'intervento dello Stato ai diversi livelli opera invece sul terreno giuridico. Solidarietà e sussidiarietà sono alcuni dei principi ispiratori del perseguimento del bene comune e strumenti per la sua realizzazione.
Ora vogliamo precisare in che cosa consiste il fine comune della comunità politica, prendendo spunto anche dalla dottrina tomistica per comprenderne meglio il significato. San Tommaso d'Aquino afferma nel suo trattato “De Regime Principum” che allo scopo di istituire il bene di una comunità sono necessari beni di ordine generale, imprescindibili senza i quali la società politica non può costituirsi e sussistere, come la pace, l'agire bene, una sufficiente ricchezza di beni necessari per il ben vivere. Possiamo quindi osservare che San Tommaso distingue per il ben comune un aspetto formale ed uno materiale. L'aspetto formale è l'orientamento verso la costituzione di un ambiente favorevole allo sviluppo della persona. L'aspetto materiale è l'insieme dei beni di varia natura quali quelli economici, giuridici, istituzionali, culturali, morali, spirituali.
Se riportiamo il discorso politico di San Tommaso ai nostri tempi, prendiamo atto del valore vincolante dei beni fondamentali per l'autorità politica che ha il compito di provvedere direttamente al bene pubblico attraverso le forme di governo e le sue leggi le quali classicamente sono distinte in 'forme pure di governo': la monarchia, la aristocrazia, la democrazia o nelle loro forme degenerate che sono i regimi tirannici, oligarchici, demagogici in cui il bene pubblico della comunità viene gestito privatamente in nome della stessa autorità. Il fine comune dell'autorità politica è dunque la promozione umana mediante il conseguimento del bene comune pubblico. Il potere politico salvaguarda e promuove l'autonomia dei singoli.
Vi sono dei valori 'non negoziabili' che costituiscono il bene comune e che riguardano l'uomo singolo e la comunità politica. Sono i valori del cristianesimo, valori irrinunciabili della vita, della libertà, della pace, della solidarietà, della giustizia…. Rappresentano i valori fondamentali delle moderne democrazie liberali che praticano la diffusione delle libertà sociali ed economiche, credono nella famiglia, nucleo fondamentale della società, nel lavoro per la promozione del benessere, dello sviluppo sociale e del progresso non come illimitata espansione dei diritti individuali, ma come difesa del bene comune e della coesione civile. Il progresso tecnologico contribuisce all'espansione della libertà umana perché sviluppa un modello di società che si basa sulla comunicazione e sul miglioramento delle condizioni di vita. Nel cammino verso il bene comune bisogna avere a cuore l'amore per ogni uomo, qualità necessaria dell'agire politico per proporre la via più appropriata alla soddisfazione del bene di tutti.



Sito realizzato da Federica Viggiani | feviggia@gol.grosseto.it

Torna ai contenuti | Torna al menu