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Comunicazione politica
LA COMUNCAZIONE NEGATIVA NELLE CAMPAGNE ELETTORALI
di Fabrizio Gavini
Lo scontro politico è divenuto una vera battaglia verbale con attacchi reciproci non solo contro l’ideologia, ma direttamente contro il personaggio politico.
La comunicazione politica attraverso messaggi negativi rivolti alla controparte non è una novità
moderna. Risale all’epoca del Senatus Populospue Romanus ed anche all’antica Grecia. Si possono distinguere messaggi negativi ideologici e messaggi negativi personali. Sono indirizzati allo schieramento politico avversario contro l’ideologia politica oppure contro uno o più candidati. L’uso di strategie negative ha come effetto generale una minore partecipazione alla vita politica da parte dei cittadini, una diminuzione della affluenza alle urne dell’elettorato ed una minore persuasione ed influenza nella scelta di voto. Il messaggio negativo ha però un grande merito: attrae l’attenzione del pubblico e rimane impresso nella memoria per un periodo di tempo maggiore rispetto al messaggio positivo. Il suo fine è quello di generare sospetto e mettere in cattiva luce l’avversario.
Nelle moderne campagne elettorali abbiamo chiari esempi di questa comunicazione ed anche in Italia ce ne sono. Le strategie negative possono portare l’elettorato a modificare in senso peggiorativo la valutazione del candidato politico che ne fa uso. Questo cambiamento del giudizio politico sul candidato è definito B.S.E. (Effetto pecora nera) e si ritrova in ogni contesto di “gruppi di appartenenza”. Il personaggio che compie azioni o dichiarazioni negative viene svalutato dal gruppo di appartenenza che vuole mantenere una immagine positiva del gruppo stesso. Nel contesto politico l’elettorato può riconoscere nel candidato del proprio schieramento politico che usa una strategia negativa di attacco contro l’avversario una azione che porta discredito al proprio schieramento e quindi prendere le distanze per conservare intatta l’immagine positiva del partito politico di appartenenza. Gli attacchi di tipo ideologico, al contrario, possono avere effetti positivi sul giudizio del candidato politico autore del messaggio.
Tentiamo ora di analizzare l’ultima campagna elettorale e di confrontare le strategie degli opposti schieramenti. Prendiamo in esame i mezzi di informazione di partito dello schieramento di sinistra e dello schieramento di destra ed anche le pubblicazioni cosiddette “di opinione”. Si rileva che gli attacchi della destra sono stati quantitativamente superiori a quelli di sinistra nella misura di 2/3 di natura ideologica ed 1/3 diretti ad esponenti leader politici. Gli attacchi della sinistra sono stati diretti per 2/3 ad esponenti leader politici e per 1/3 di carattere ideologico. Anche i quotidiani di opinione portano a questo risultato. Si tratta di strategie di comunicazione condivise dagli esponenti politici dei partiti. La destra quindi predilige criticare duramente l’ideologia politica e l’intero schieramento avversario piuttosto che usare una strategia di attacco personale contro gli avversari politici mentre il comportamento della sinistra e diametralmente opposto.
Sia nella campagna elettorale del 2001 che del 2006 gli opposti schieramenti politici hanno adottato le medesime strategie comunicative. Alcuni vogliono sostenere che lo schieramento politico uscente faccia ricorso più attivamente alla estremizzazione di attacchi di tipo personale, ma sono in contraddizione con la campagna elettorale del 2006 nella quale lo schieramento uscente era appunto la Casa delle libertà. I toni più accesi dei messaggi negativi personali sono stati portati dallo schieramento dell’opposizione. E’ una strategia tipica della sinistra che ha sempre mantenuto in ogni campagna elettorale a qualunque livello.
Ci possiamo ora chiedere se veramente la crescente perdita di consensi elettorali da parte del centrosinistra nell’ultima importante fase della campagna elettorale 2006 non sia riconducibile, al di là del merito personale che dobbiamo riconoscere a Silvio Berlusconi anche in parte alla scelta di questa strategia comunicativa.