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Comunicazione politica
LA COMUNICAZIONE POLITICA IN TV
di Fabrizio Gavini
La comunicazione politica dei diversi schieramenti è un fattore decisivo del successo o della sconfitta elettorale. La crescente centralità della televisione è la principale caratteristica del maggiore impatto informativo ed emotivo nella scelta di voto dell’elettorato. Ciò che il politico dice ed il cittadino elettore riceve e tende a ricordare influenzerà il comportamento e la scelta elettorale. La scelta è complessa ed influenzata dal rapporto dell’elettore con i mas-media e la politica. Una parte degli elettori si informa principalmente a mezzo stampa ed il loro interesse si fissa sulla posizione dei candidati, sui temi e sugli aspetti politici pubblici, altri attraverso la televisione ed il loro interesse fa riferimento alle caratteristiche personali del politico, alla leadership, alla abilità dialettica. La stampa è spesso la cassa di risonanza della televisione ed i primi tengono conto anche del risultato televisivo ampliandone così il peso nella scelta elettorale. In aggiunta alla preferenze personali c’è un contesto oggettivo che incide sul processo comunicativo come ad esempio i provvedimenti legislativi sul pluralismo dell’informazione e sullo svolgimento delle campagne elettorali (la c.d. par-condicio).Negli ultimi anni la televisione ha contribuito al risultato elettorale per l’ingresso sulla scena politica di Silvio Berlusconi che ha riversato il proprio know-how comunicativo sulla politica nazionale. Abbiamo assistito, non solo in prossimità delle consultazioni politiche più importanti, ma anche per gli appuntamenti meno coinvolgenti, ad un incremento della visibilità dei candidati politici nei notiziari, nella pubblicità televisiva, nei talk show creando un maggior contatto con il telespettatore ed una immagine del candidato costruita sulla base delle esigenze televisive e delle preferenze personali. Ogni avvenimento, nuovo personaggio o cambiamento della strategia politica appare prima in televisione per essere poi sulle prime pagine dei quotidiani. I media devono poter catturare l’attenzione degli spettatori attraverso nuovi temi, importanti o meno importanti poco conta, purchè mantengano alto l’interesse della gente. Personalizzazione e spettacolarizzazione della politica sono i requisiti necessari per influire sul processo decisionale dell’elettorato. La prima vittoria elettorale di Forza Italia porta a considerare l’effetto dei mezzi di comunicazione di massa nella competizione politica. Si va verso campagne elettorali sempre più mediatizzate in cui informazione e comunicazione giocano un ruolo primario. I media usano la campagne elettorali per fare audience, per aumentare gli indici di ascolto, la pubblicità, la concorrenza. Anche i partiti devono ricorrere ai canali della comunicazione di massa per raggiungere direttamente gli elettori. Le campagne elettorali sono divenute così prima eventi mediatici e poi politici.La televisione ha ridimensionato il dibattito elettorale alla personalizzazione dell’incontro. Le qualità personali divengono il contenuto della proposta politica. Il declino del carattere impersonale del partito politico ha fatto emergere la figura del leader. Il processo di mediatizzazione della comunicazione politica tende a sovrapporre la figura del leader all’immagine del partito. Dobbiamo ritenere l’azione dei media responsabile del processo di personalizzazione del messaggio politico, del processo di leadership come simbolo del potere individuale, legittimato ad operare scelte sulla base di un rapporto di forte fiducia con l’elettorato. Le elezioni politiche del ’96 si sono presentate come una competizione personale fra due aspiranti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; due coalizioni contrapposte si sono presentate agli elettori, ciascuna con il proprio leader per governare il Paese. L’ultimo atto di questo cambiamento è avvenuto nelle elezioni del 2001: “Italia dei valori – Di Pietro”, “Democrazia Europea – D’Antoni”, “Lista Emma Bonino” … liste elettorali contrassegnate da un nome proprio: il nome del leader politico si affianca o sostituisce quello del partito di appartenenza: In questo contesto il leader che si presenta agli elettori deve raccogliere la loro fiducia attraverso la personalità, la credibilità, l’integrità morale, i suoi propositi .Abbiamo evidenziato gli elementi principali del fenomeno della ‘personalizzazione della politica’, ma la straordinaria diffusione delle reti televisive ha dato un decisivo contributo anche all’altro contestuale fenomeno della ‘spettacolarizzazione della politica’.La televisione ha cambiato i modi e le forme della comunicazione politica: lo spot televisivo in cui si parla un linguaggio espositivo più cordiale, personalizzato e si tratta temi attuali di grande visibilità che catturano l’attenzione del pubblico, ha sostituito la Tribuna elettorale degli anni ’50 in cui il confronto politico era incentrato sulla ideologia del partito e non invece sulla presentazione e la discussione di soluzioni alternative dei problemi contingenti. Lo spazio e l’attenzione concessa ai politici attraverso l’organizzazione di eventi in se’ spettacolari e l’uso di strategie pubblicitarie appaiono come grandi occasioni di spettacolo. La politica diventa una forma di intrattenimento pubblico, come nei talk-show, in cui i leader politici fanno a gara per parteciparvi. La politica diventa spettacolo televisivo: il divismo, le luci della ribalta, la cura dell’immagine, la dialettica sono gli elementi caratteristici della politica-spettacolo.La pubblicità politica è stata utilizzata da gran parte dei partiti, ma Silvio Berlusconi ha impiegato gli spot televisivi cioè brevi messaggi caratterizzati dall’intreccio del linguaggio comunicativo, visivo, sonoro e musicale con finalità informative ed anche persuasive verso il pubblico. Inizialmente lo spot politico era stato realizzato in occasione delle scadenze elettorali, per acquisire voti, ma nel corso del tempo è divenuto un mezzo costante di comunicazione con i cittadini e l’elettorato. E’ un efficace mezzo per far conoscere il candidato, per raggiungere gli elettori indecisi, per attaccare il partito antagonista, per rafforzare la scelta dell’elettorato conquistato e non ultimo per raccogliere fondi.Per la loro semplicità di comprensione, brevità del messaggio e argomentazione offrono informazione di base a quegli elettori poco coinvolti politicamente e che decidono di votare solo poco prima della chiusura della campagna elettorale se non addirittura all’apertura dei seggi. Nessuno è in grado di valutare il loro reale peso sull’elettorato, ma certamente accrescono il bagaglio informativo degli elettori. Impossibile poi è stabilire se portino alla decisione di voto gli elettori indecisi o addirittura gli ‘astenzionisti’. La mediatizzazione della comunicazione politica può portare a indebolire la fedeltà politica al partito e privilegiare la personalizzazione dei leader dell’odierna scena politica, in grado di creare ampi consensi attraverso la costruzione di strategie di marketing politico.Concludo qui il breve ‘excursus’ con il quale ho tentato di evidenziare alcune delle strategie comunicative adottate nelle ultime campagne elettorali in Italia, invitandovi a contribuire ad ampliare i molteplici contenuti della comunicazione politica.