Circolo della Libertà Mens Liber@


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POLEMICHE SINISTRE di Lorenzo Micheli
E' proprio vero che quando la nave affonda inesorabilmente, tutto per qualcuno diventa lecito e permesso.Sono rimasto letteralmente sbigottito dalle ultime esternazioni dei nostri avversari, che, a quanto pare pensano di essere in diritto di commentare, giudicare e se continua così anche di autorizzare con il loro bollino rosso, le nostre candidature. Detto senza problemi, che la famosa candidatura dell'imprenditore di destra ( non moderata ) poteva essere forse soppesata maggiormente, mi chiedo però: sono tali figuri che certificano le nostre liste? sono loro che gli dovrebbero dare la patente di democrazia a meno? Ed ora la domanda chiave: CHI E' CHE SI PERMETTE TALI OSSERVAZIONI ?? Risposta: sono gli stessi, come simboli e persone, che hanno messo in questi due anni sciagurati pel l'Italia il peggio del peggio nei posti di prima fila della vita politica del Paese, e non a fare la comparse come sarà per la persona così contestata che abbiamo candidato nel PdL; di tutto di più......assassini dichiarati e moderatamente o affatto pentiti di tutori dell'ordine a sangue freddo, adeguatamente collocati alla Presidenza di commissioni parlamentari del Senato riguardanti attività perfettamente compatibili: Giustizia!! Segretari del Viceministro dell'Interno provenienti direttamente da " prima linea ", associazione che si integra perfettamente con tale compito; come mettere il lupo a guardia di un gregge di pecore!Che dire poi della presidentessa della commissione contro la dipendenza dalla droga che l'impeccabile ed imparziale ministro Ferrero aveva lì collocato, dimenticandosi però che la suddetta era interdetta ai pubblici uffici a vita, trovandosi costretto suo malgrado a rimuoverla?? Malafede ed incompetenza all'ennesima potenza. Sorvoliamo poi sulla ben nota pattuglia di parlamentari composta anche da sfascia-vetrine, personaggi che si comportano e si vestono come natura NON li ha fatti ed altre amenità. Ultime perle del prode Walter: la critica ed i commenti su un argomento vitale e fondante: la provenienza di Francesca, grossetana, ( della quale si può andare fieri ) nominata Miss Padania; dalla bocca di colui che si candida a guidare il Paese è uscita la seguente frase : " incredibile, una cosa che non si può spiegare neanche ai lombrichi, una Miss Padania di Grosseto...." Vabbè, lasciamo perdere i lombrichi, che sarebbero probabimente suoi sostenitori...Ed ancora ieri, citando Alitalia è stato capace di dire che il Centrodestra è DIVISO SU TUTTO...questa è degna di " La sai l'ultima? " Comunque lasciamoli delirare, tra venti giorni li vedremo con lo zainetto in spalla prendere la direzione dei margini della politica dove rimarranno per lungo tempo, sarà la nostra migliore ricompensa.

UDC : NO COMMENT di Lorenzo Micheli
Ho cercato in tutti i modi di capire, anche dal Suo punto di vista, i " ragionamenti " dell'On. Casini ma niente da fare, proprio non ce l'ho fatta
e non credo di essere uno stupido. Attenzione, chi scrive è una persona che ha militato nello Scudocrociato dal 1981 al 2006, quindi direi
più che al di sopra di ogni sospetto di eventuali preconcetti; il mio abbandono è avvenuto il giorno dopo la manifestazione di Roma del
2 Dicembre 2006, dove solo detto Partito aveva fatto mancare la sua adesione e partecipazione.
Ed eccoci all'oggi, con la frittata fatta; a vantaggio di chi? Contro chi? Perchè? Belle domande, alle quali dalle parti di quel Partito non si
potranno trovare risposte comprensibili o logiche al di là di sostenere di voler piantare la bandiera ( sulla Luna, visto quanti elettori avranno? )
Altri risultati? Zero. Politicamente e nella scala dei risultati pratici.
Forza Italia ed Alleanza Nazionale, oltre a varie altre formazioni minori, hanno, in onore ad un grande progetto politico ed elettorale, rinunciato
a presentare il proprio simbolo, l'Udc fà parte di una classe privilegiata? Fino a poche ore dalla rottura, l'On. Casini si diceva pronto ad
aderire al programma, a cercare l'intesa, ad un apparentamento; nei giorni scorsi dalla sua bocca, si sono sentite frasi rivolte a Berlusconi ed
ai suoi alleati del tenore: " non tutti sono in vendita.......niente accordo ed allora staremo all'opposizione.......le promesse di Pd e Pdl sono
delle balle......il Pdl è alla frutta....." ed altre amenità. E' con questo Partito che cercava l'intesa fino all'ultimo e si prendeva pause di
riflessione per decidere?? Non ho parole. Comunque il 13 Aprile è vicino......


24 GENNAIO 2008, UNA DATA DA RICORDARE
di Lorenzo Micheli
Diciamocelo chiaramente, da quanto stavamo aspettando quanto successo in questa data? Tanto, tantissimo. 18 mesi che sono sembrati a tutti
ma proprio tutti una perdita di tempo e terreno se non un agonia; nel Maggio 2006 il Governo era nato già morto, il diavolo e l'acqua santa non stanno
insieme nemmeno per miracolo, figuraimoci se al timone di questa improbabile avventura c'era il " professore " ( ma di che?? ), Bertinotti, Fassino,
cattolici e no-global.....ma non fateci ridere....
Noi l'avevamo detto a squarciagola questo, prima del voto, che, a prescindere dalle idee e preferenze politiche, non poteva funzionare e così è stato.
Una prova pietosa, un costo immane per tutti i cittadini ed imprese, una caduta di immagine in tutto il Globo che però adesso ci toglierà di mezzo
la sinistra e similari dalle parti di Palazzo Chigi per tempi biblici. Non è poco. Certo l'abbiamo pagata cara la permanenza di un anno e mezzo di
questa armata Brancaleone ( senza offesa per l'originale ), senza capo nè coda, divisa su tutto e sempre, unita dall'antiberlusconismo punto e
basta. Un " programma " tragicomico, che per fortuna nostra era talmente vano e contraddittorio, che ci ha salvato dalla " piena attuazione ", così
generico ed evasivo che tutte le componenti uguali e contrarie, tutto ed il suo contario, ci si riconoscevano. Complimenti!
Che dire del capo dell'Esecitivo? Niente. Per due ragioni: 1 - E' quello che vale, 2 - Perchè ha già dimostrato da sè tutto quello che noi
potremmo aggiungere a parole.
Comunque sia è fatta, sarà meglio qualsiasi scenario si presenti da oggi. E' ovvio ed evidente che questo autentico errore, questo scherzo
della storia Repubblicana si sana e si cancella in modo perfetto con l'immediato ricorso alle urne; non perdiamo mesi preziosi all'inseguimento
di modelli più o meno adeguati, vinceremo con qualsiasi legge elettorale.
Ultima cosa: sono profondamente soddisfatto e felice del clima nuovo di ritrovata unità che si respira nel Centrodestra, dalla periferia fino a
Roma. Come titola il giornale " Libero " oggi : " Il sogno s'è avverato ".


IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO
di Concetta Relli
Non c'è niente da fare,il lupo perde il pelo,ma non il vizio!!Ancora una volta i figli legittimi del comunismo reale,quando non hanno più argomentazioni politiche,si buttano sul personale.Sono 17 anni che tra un "affidamento condiviso e pratiche di disconoscimento di paternità"gli ex comunisti o post comunisti hanno tentato in tutti i modi di cancellare dal proprio DNA la falce e martello e alla fine, dopo innumerevoli secondarie e primarie,hanno preso in prestito la denominazione,guarda caso,di un partito americano.I segretari comunali e proviciali dei DS,invece di riferirci,dall'alto della loro preparazione perchè il cartellone teatrale è impregnato di vera cultura,si limitano ad evocare il festival di Sanremo e francamente non si comprende il perchè! Questi post-comunisti,invece di riflettere sulle macerie materiali ed umane che il comunismo ha lasciato in eredità all'Europa Occidentale,dopo la caduta del muro di Berlino,il dissolvimento dell'ex Unione Sovietica,la fame e la miseria,che hanno contraddistinto nazioni come l'Albania,la Bulgaria,la Romania etc,hanno pure il coraggio di parlare di macerie.Non voglio usare la frase del buon Cossiga ma è proprio vero che i comunisti si fanno sempre belli con la pelle degli altri.Al Moderno per la serata di inaugurazione,sembrava quasi che la Sig.ra Matergi avesse comprato il teatro di tasca sua e il Sindaco Bonifazi,avesse fatto da fideiussore ,ipotecando la sua casa.I Sigg. SANI ed Alessandri ci spieghino perchè la gente dovrebbe andare a teatro,senza lasciarsi andare a giudizi gratuiti sulle persone che non la pensano come loro.Essi sono depositari di politiche fallimentari,ma se proprio ci credono,perchè non vanno a vivere le realtà dell'Albania ,Romania a cui il cartellone un pò s'ispira?Penso che, però, dall'alto del loro spirito di conservazione ,evitino esperienze del genere,privilegiando di vivere al caldo della Democrazia Occidentale.Ad ogni buon conto, mentre per tante altre scelte operative non vi è un riscontro immediato e diretto dei cittadini,con il teatro Moderno e le sue rappresentazioni,ci sarà.Sarà il pubblico a disertare la sala (a meno di distribuzione gratuita di biglietti omaggio alle "case del popolo")attestando in modo inequivocabile la sconfitta di assessore e difensore d'ufficio


OGGI LE COMICHE
di Lorenzo Micheli
Questo era il titolo di un programma che mi divertiva veramente molto da bambino; adesso che non lo sono più, mi diverto, ma molto di più, nel seguire le vicende autenticamente fantozziane della ( ex ) maggioranza.
Considerando il personaggio che ricopre la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri, convinto anche di esserlo... sane, grasse risate erano prevedibili ma non fino a questo punto; ogni giorno i nostri eroi, campioni indiscussi della commedia all'italiana, ci riservano autentiche primizie; ormai abbiamo fatto l'abitudine al disaccordo totale su ogni argomento in discussione, non Vi rubo neanche un nano secondo a ricordarveli, ci sono però delle varianti ad uso e consumo del divertimento degli italiani non di poco conto:
- le meravigliose performances del Ministro Schioppa, che prima corteggia le giovani generazioni, con toni suadenti ed intelligenti, nel tentativo di ritrovarseli un giorno nell'unione ( all'opposizione ovviamente ), chiamandoli affettuosamente Bamboccioni, con riferimento al fatto che con quello che si ritrovano in tasca dopo aver pagato il bollo auto ed i mille balzelli, non possono permettersi un attico nella Capitale e di lasciare le famiglie di origine; non contento, il concorrente diretto di Boldi e De Sica al titolo di campione della battuta, nel momento maggiore di scontento versus la politica costosa, ci viene a dire, durante quella trasmissione di assoluta e provata imparzialità che si chiama " In 1/2 ora ", non che le tasse ( giuste ) sono un segno di senso di responsabilità ma " che sono una cosa bellissima...." ; in effetti quando mi abbandono all'estasi dei bei pensieri e mi coccolo con il relax mentale, le tasse sono in cima alla lista della mia soddisfazione....
- lo spettacolo, però, per essere all'altezza, ha bisogno di novità, ed ecco allora un bell'incontro di Wrestling tra due Ministri della Repubblica, al secolo Di Pietro e Mastella che, con aplomb anglosassone, si ricordano rispettivamente di " preoccuparsi di soldi e Mercedes ricevute " e di essere "un analfabeta del Diritto "; dialettica politica nobile...ma d'altra parte sono dell'.....unione....
- ecco poi l'opposizione, che si prepara a dar battaglia in Parlamento con 780 emendamenti ed ecco la coesa maggioranza che risponde con...
...oltre 900 ( novecento ) emendamenti..??.., stabilendo due nuovi record da compassione: 1 - il numero dei medesimi, 2 - ancora peggio: la maggioranza che EMENDA SE' STESSA....
- che dire poi del fronte della contestazione a questo governicchio, che le busca da destra, centro e sinistra ( leggi 20 Ottobre ed annessi ), tanto che credo che se il prode Prodi si distraesse un attimo, sarebbe capacissimo di non ricordarsi più di che tendenza è ( era ) il suo esecutivo.
Che Dio ce la mandi buona, in attesa delle liberatorie elezioni.

UN GOVERNICCHIO MORTO TENUTO IN PIEDI DA SENATORI A VITA di Lorenzo Micheli
Non è un gioco di parole, è la desolante realtà italica.
Credo che intimamente, anche il più fervido sostenitore di questa " maggioranza " ( mi viene sempre più da ridere a chiamarla così, mi perdonerete la virgolettatura ) sappia bene che il gioco, scadente ed illusorio, è comunque finito.
Basti pensare al fatto che questa coalizione ( meglio chiamarla così ), è avversata da tutti, ma proprio tutti; ovvio da noi del centro-destra ma anche dalla stragrande maggioranza del corpo elettorale, dall'ala rosso fuoco interna, dai riformisti, da quelli che hanno capito che non è più il caso di usare il defibrillatore con un'entità già defunta, leggi Udeur e Liberaldemocratici, dai tassisti, dai benzinai, dagli avvocati, dai lavoratori statali, metalmeccanici...mi sono dimenticato di qualcuno? In tal caso aggiungetelo Voi, sarà sicuramente nell'elenco..
Solo poco fà ( 3 Ottobre ) il vice ministro Visco è stato mantenuto in sella da una maggioranza straripante in Senato ( UN VOTO COME AL SOLITO ), e snobbato da almeno tre senatori dell' ex-maggioranza, tra i quali uno di un leggerissimo peso che tra l'altro è Ministro di Grazia e Giustizia, che ha preferito il palco di Porta a porta, che dire? Tutto il rispetto, come è ovvio, alle personalità alle quali è stato attribuito il riconoscimento di Senatore a vita ma allo stesso tempo, neanche il minimo rispetto a coloro che li usano senza il benchè minimo scrupolo.
Comunque, pazientiamo, ormai ci siamo e non credo che ne avremo ancora per molto.


IL " NUOVO " CAPO
di Lorenzo Micheli
Da giorni sento vociferare a sinistra di un fantomatico " nuovo capo ".
Chi mai potrà essere o a chi eventualmente si riferiranno? Sforzandomi di entrare nei loro strani ragionamenti, posso presumere che si riferiscano a tal Walter ( leggi Uòlter, a lui piace di più ) Veltroni, che di nuovo non capisco proprio cosa possa avere.
Iscritto al partito comunista italiano ( forza molto nuova ) da quando aveva i calzoni corti, in politica attiva dagli anni '70, al termine del suo secondo mandato come sindaco della Capitale.....nuovo?
Uòlter si è ispirato in innumerevoli occasioni, lodandolo, a Bill Clinton, il più insignificante Presidente degli Stati Uniti dai tempi della guerra di secessione, distintosi più per i suoi scandali sessuali che per la sua azione presidenziale; lasciamo perdere l'economia, che se sotto la sua presidenza non è andata male ciò è dovuto solo ed unicamente al fatto che la medesima in America è veramente libera e liberale ed il mercato si governa da sè.
L'americano de Roma ha fatto un discorso di ( sua ) presentazione a Torino, dove ha parlato di varie cose, tutte " nuovissime " quali :
- il bene dell'Italia,
- l'importanza della concertazione,
- il sostegno dell'economia,
- la misteriosa bellezza dell'Universo....
Di fronte a tanta " novità " capisco che il popolo sinistro si sia sciolto in un commosso plauso ma non siamo tutti così ingenui.
Oltre a queste strabilianti novità, WV, si è anche distinto in uscite degne della parte che rappresenta / rappresenterà: " il centro sinistra governerà perchè così deve essere ". Modesto e realista.....
Continuando ad " interpretare maluccio " le cose ( a voler essere delicati ), il prode Prodi, riportano le agenzie , gli ha immediatamente telefonato per dirgli: " complimenti e grazie ". Mi verrebbe voglia di scrivere no comment ma proprio non ce la faccio; Complimenti per cosa? Per aver recitato con perizia il libro dei sogni? O forse per aver ripetuto e ricordato il programma elettorale dell'unione INEVASO? Grazie poi per cosa? Per aver dato al prode il benservito, anche se con non trascurabile eleganza? Comunque....complimenti e grazie.
Non basta, ed i fatti ci daranno ragione, essere meno imbalsamati di Prodi e Cossutta per essere definiti nuovi.

CI RUBANO IL LAVORO di Lorenzo Micheli
E' proprio così, dobbiamo rassegnarci, vi spiego perchè.
All'inizio la natura e l'oggetto della " detrazione " furono decisamente diversi: il prode Prodi, coadiuvato dalle figure più politicamente progredite d'Europa, che fanno riferimento ( vedi bandiere, nomi e simboli ) all'Unione Sovietica, in team con economisti " di livello ", ci servì una finanziaria unica; sì unica, per più di un verso dato che:
1 - così sbagliata non si era mai vista
2 - più di una così, l'Italia non se ne può permettere
3 -perchè penso proprio ( e spero vivamente ) che la prossima la faranno altre persone, di tutt'altra area politica.
Nell'imbarazzo della scelta di tutto quello che sarebbe stato meglio non fare ed invece è stato fatto, vorrei evidenziare quale particolare sensibilità è stata dimostrata nello stroncare ignobilmente, tramite un " leggerissimo " aumento del bollo auto, i possessori di vetture di categoria inferiore alla euro 4, ovviamente in modo progressivo, a scendere, fino a far piangere lacrime amare agli sventurati proprietari, a titolo di esempio, di una malefica euro 1....auto che si somigliano in tutto e per tutto, come una Fiat Tipo del 1990 ed un Ferrari 348 del 1992.....e poi è giusto, così imparerete a non potervi permettere di cambiare la vostra vecchia utilitaria!
Veniamo infine al furto di altra natura al quale faccio riferimento in apertura: non ci fanno fare più opposizione.
Questo non è dovuto ad una mancanza di democrazia ma ad una assoluta usurpazione dei ruoli; i nostri rappresentanti politici si scervellano quotidianamente nel cercare qualche argomento, disperatamente, ma niente da fare, arrivano irrimediabilmente secondi, preceduti in argomenti e toni aspri di scontro DAI RAPPRESENTANTI DELLA ( EX ) MAGGIORANZA DI GOVERNO E DEL GOVERNO STESSO.... gli affondi al prode Prodi non sono più nostra prerogativa; il tapino è attaccato su tutti i fronti e coloro che portano la divisa dell'esercito che crede di comandare, sono in realtà irriducibili nemici.
Ministri scrivani, che sfilano in manifestazioni di carattere decisamente poco istituzionale ( regolarmente suddivisi in piazze contrapposte ), sottosegretari che fanno lo stesso, parlamentari della sinistra radicale ( ma esiste quella che non è tale? ) che sono i suoi peggiori nemici in Parlamento, " centristi " contro sinistra, sinistra contro " centristi ", l'on. Dini che ammette candidamente che questo Governo " non serve a nulla " , l'on. Mastella che con cadenza settimanale minaccia di staccare la spina e soprattutto tutti uniti nel tiro al Prodi.... Se qualcuno di Voi si fosse distratto o confuso, ricordo che questi sono suoi uomini di Governo ed alleati di coalizione..... fine della precisazione.
Adesso, con il cambio in corso del nuovo capo, tale Walter, ed il prepensionamento del prode, pensano di aver risolto i loro problemi, reali e di immagine....cambierà solo la persona che dovrà gestire il disastro di una coalizione che è Torre di Babele......auguri.
E noi? In attesa di tornare a governare, siamo relegati al ruolo di semplici spettatori.
Ci rubano il lavoro.

ANCHE DINI AMMETTE CHE QUESTO ESECUTIVO NON SERVE A NIENTE di Michela Vittoria Brambilla Presidente nazionale del Circolo della Libertà

*Contattata dal Presidente del Circolo Mens Liber@ per poter ospitare un suo articolo nel nostro sito*
Lamberto Dini ha svolto ieri un compito meritorio: ha preso in mano l'elenco dei dodici punti "irrinunciabili", che Prodi indicò in febbraio come se fossero le nuove Tavole della Legge, e ha verificato che cosa sia statofatto da allora. «Zero» è la risposta che l'ex presidente del Consiglio ha ripetuto con più, frequenza, rileggendo gli obiettivi di inizio anno. Qualche volta gli è scappato anche un «meno che zero». Questo è il bilancio dell'opera di governo, compilato da uno dei più autorevoli membri della sua maggioranza. Potrebbe bastare per capire che quando dal Paese sale con insistenza la richiesta "Prodi a casa", non si tratta di banale voglia di contrapposizione qualunquista. È il buon senso di chi vede che l'Italia è ferma. Bloccata. Anzi, peggio: spremuta e avvilita da un fisco esoso e ingiusto, senza che nulla in cambio venga, di buono ai cittadini, in termini di opere pubbliche e di servizi. Sono state ridotte le risorse per garantire la sicurezza dei cittadini. Ogni tanto vengono sventolate iniziative, che poi finiscono miseramente in niente. Nel caso dei Dico, possiamo dire meglio così. Ma c'è voluta la piazza, tranquilla e assennata, del Family day. Nel caso della famosa "lenzuolata" delle liberalizzazioni, che cosa è rimasto? Zero, diremmo in sintonia con Dini. E a zero resterà anche il bilancio del noioso Tesoretto. Noioso, perché da mesi si evoca una ricchezza, di fatto sottratta al lavoro degli italiani (deriva infatti da un gettito fiscale "eccessivo", superiore persino alle previsioni di questi oppressivi contabili di palazzo Chigi), senza indicarne con certezza la consistenza e la destinazione. C'è chi, molto autorevolmente, si è convinto che non ci sia più nulla di quell'extragettito; e che addirittura servirebbe una piccola manovrina correttiva sui conti. Ovvio. Si sono messe le mani nelle tasche degli italiani, ma la spesa pubblica ha continuato a crescere. Non c'è traccia nemmeno dei tagli, pur minimi, previsti in finanziaria per i bilanci dei ministeri.E per illudere ancora un po' quella esigua minoranza di italiani, che ancora ripone fiducia in questa ex maggioranza di governo (si tratta, dicono i sondaggi più recenti, di sì e no il 25% degli italiani), ecco la parolamagica: pensioni. Si promettono 60 euro al mese (due euro in più al giorno), senza precisare a chi. A quali pensionati? A quali condizioni? Con quali verifiche? Insistendo, poi, sulla necessità di scassare la riforma che, in tema previdenziale, aveva predisposto il governo precedente, e che, a detta di tutti, assicura l'equilibrio dei conti. Dopo poco più di un anno di permanenza a palazzo Chigi, l'unica cosa, che questo esecutivo mostra di saper fare è discutere se la sinistra radicale e massimalista abbia svolto a sufficienza, il suo potere di controllo e di governo reale sul governo ufficiale. Sì, ma al 75% degli italiani, tutto ciò non interessa. Questa stragrande maggioranza di cittadini ha bisogno di scelte concrete: sulle tasse, sulla sicurezza, sulle infrastrutture, sulla giustizia. Tutto il resto è noia. E irresponsabile perdita di tempo.

OMOSESSUALITA' E OMOFOBIA di Fabrizio Viggiani intervento alla seduta consigliare del 11.6.07 durante il dibattito sulla mozione, sostenuta dal Presidente della I Commissione Consiliare, per la promozione della lotta alla discriminazione omofobica a sostegno di norme e comportamenti che tutelino le persone
Premesso che
Primo chiunque scriva su muri pubblici compie un atto vandalico sia che offenda gli omosessuali sia che irrida il comune senso della decenza come le ormai datate scritte sotto la ferrovia all’ingresso di Grosseto dove si inneggia ai genitali femminili e non fu un caso che mi opposi all’Assessore Ferretti quando ,alla costituzione del Forum dei Giovani , alludeva ai graffitari come espressione di arte giovanile e non come imbrattatori della cosa pubblica
Secondo è sempre condannabile ogni intolleranza verso qualsiasi stile di vita ed opinione purchè liberamente scelta e rispettosa delle altrui espressioni
Terzo ribadisco la mia solidarietà a favore della comunità Gay Grossetana recentemente colpita dallo sconsiderato atto offensivo di un esaltato
Esprimo il mio voto contrario alla mozione perché sul tema omossessualità ed omofobia c’è poca chiarezza e troppa strumentalizzazione dimenticando volutamente che non esistono omosessuali contro eterosessuali , ma persone accanto ad altre persone e come tali portatrici di diversità ; infatti su questo terreno non esiste una verità assoluta ma stili di vita diversi che si confrontano , stili di vita che rifuggono da etichette scontate e strumentali come progressista e reazionario , cattolico e laico , giusto e sbagliato . Questa mozione va contestualizzata in quello che sarà il confronto politico nazionale e locale dei prossimi anni cioè quella della scelta dei valori . Io non so quale sarà la linea vincente , ma so per certo da quale parte mi siederò cioè tra quell’elettorato definito con disprezzo da una certa elite culturale di sinistra come borghese che però su certi valori non tollera tradimenti e che nella chiarezza dei valori rifiuta il relativismo culturale proposto dalla sinistra secondo cui femminile e maschile non sono più dati biologicamente oggettivi , ma solamente una categoria culturale dipendente da una libera determinazione del singolo individuo . Nella mozione si tenta di costruire un contenitore dove sta un po’ di tutto ; ignorando non solo quanto sia difficile definire l’identità sessuale di un soggetto e la differenza fra omosessuale e gay , ma cosa ancor più grave equivoca tra omofobia intesa come: paura fobica e irrazionale" pertanto non legata a una
credenza politica o a un livello culturale, ma correlata all’ equilibrio psichico del singolo individuo ed atteggiamento culturale molto più pericoloso , ma non necessariamente legata a dogmi religiosi , ma comuni anche a certi pensieri laici come è accaduto in URSS , CINA e GERMANIA NAZISTA . Nel primo caso si sconfina nella malattia come nel caso della differenziazione tra cleptomania e Ladroneria e pertanto si è al di fuori di ogni confronto politico-ideologico , il secondo al contrario vi si colloca interamente , ma a questo proposito dire che L’Italia in generale e Grosseto in particolare rappresenta una società omofobica rende grave torto ai nostri Cittadini dove consolidato oramai è il rispetto della cultura omossessuale come testimoniato dall’apprezzamento dell’opera artistica di noti artisti concittadini o del lavoro di valenti professionisti . Caso mai il problema che si pone è se ad uno stile di vita a cui si riconoscono pari diritti ed opportunità necessariamente può essere riconosciuta pari dignità etica . Su tali questioni la mozione non imposta il necessario confronto, ma al contrario travisa il cuore del problema generando confusione rischiando di ghettizzare strumentalmente il pensiero di chi , nel più completo rispetto , non condivide quello stile sessuale .
Il semplice dissenso nei confronti dello stile di vita omosessuale, quando manifestato in forma non
violenta, non costituisce omofobia, ma trattandosi di una semplice espressione di un libero pensiero .Se non si riconosce e non si accetta questo si rifiuta il dialogo ed una minoranza sempre meno minoranza finisce per alimentare lei stessa la tanto temuta cultura del diverso cioè di chi non la pensa come lei .
In prima commissione interessantissima è stata l’osservazione del rappresentante della Margherita con cui giustificava la sua astensione a cui rivolgo l’invito di ripetersi perché in essa si sintetizza proprio la necessità di distinguere i valori della pari dignità e dei pari diritti che qui più che mai possono anche non coincidere

GRAZIE PRESIDENTE E GRAZIE A TUTTI VOI SOCI di Laura Cutini
Grazie Presidente e grazie a tutti voi soci del Circolo .Il successo dell'iniziativa premia la volontà e l'impegno con il quale vi siete proposti alla citta' Continuate così,ma soprattutto mantenete alto lo spirito di partecipazione alla vita politica ,lontani dai modelli di protagonismo che troppo spesso sono presenti nella quotidianità. La politica assume alto valore quando si mantiene lo spirito di servizio e il dovere civico suo proprio.Siete la società di domani ,siate convinti e mantenete sempre libere le vostre menti nel giudicare e condannare,prevaricazioni, ingiustizie, senso della legalità,privilegi. La strada è lunga e faticosa, ma solo cosi si assapora il piacere e la soddisfazione di una vittoria.

QUANDO LA POLITICA DEL BALZELLO TRASFORMA L'ANIMA DEI CITTADINI di Stefania Fuscagni consigliera regionale di FI
Sono abbastanza adulta per ricordare quanto cara fosse per gli inglesi la figura del bobby che- e non è fantasia- fino a pochi anni fa si incamminava per le strade di Londra con solo un piccolo bastone alla cintura e senza armi perché la sola presenza era bastevole per garantire ordine e autorevolezza. Poi anche l’Inghilterra ha perduto tante sicurezze e oggi il bobby è ben armato perché, si sa, il crimine evolve ed evolve in peggio. Ma se il bobby ha perduto alcune delle sue caratteristiche che sono il segno dei tempi non ha tuttavia perduto la considerazione agli occhi dei cittadini inglesi. Armati, certo, ma amati e visti come quel presidio mobile, equilibrato, non invasivo che percorre le città in un mix molto particolare di autorevolezza, sicurezza, equilibrio e severità. I nostri vigili, diciamo la verità, questa immagine non l’hanno mai avuta agli occhi e nel cuore delle gente e non perché fossero peggiori ma perché non erano mai stati pensati con quel medesimo spirito. Oggi i vigili urbani, dopo esser stati preparati per anni come personale da ufficio, da qualche tempo sono per le strade e tra la gente ma nessuno di noi quando li vede pensa ai bobby inglesi. Niente affatto. Appena si vede un vigile pensiamo solo se abbiamo o no le cinture, se la macchina parcheggiata dopo venti minuti di ricerca sia un po’ fuori dalle strisce, se il discorario non sia scaduto da 45 secondi. Insomma pensiamo alla multa che ci può fare più che alla sicurezza che ci può dare. Questo perché? Non certo perché il vigile di per sé sia un gabelliere ma perché questo è il ruolo che le amministrazioni comunali gli hanno affidato: da sorvegliante discreto nelle strade capace di miscelare autorevolezza e sicurezza è stato trasformato in un piccolo imprenditore del balzello. Del resto non poteva che essere così visto che le amministrazioni comunali hanno nelle multe la più importante voce di bilancio così che la multa, che di per sé dovrebbe essere un “incidente” nella vita sociale di un qualunque cittadino, è diventata una tassa cioè un pegno scontato che incontriamo con naturalezza nel nostro quotidiano vivere nelle città. Chi di noi non mette in conto di passare in una qualche zona a traffico limitato spuntata inaspettata? Chi di noi pensa come un fatto normale quello, dopo aver girovagato per mezz’ora ed essere già in ritardo di venti minuti, di non posteggiare su un marciapiede per dieci minuti così da poter fare quella commissione per la quale siamo usciti da casa? La vita del cittadino è un po’ come la vita del pendolare nei treni, è la vita cioè di una persona che ce la mette tutta per essere in regola ma che sa che la battaglia è impari e del resto non può che essere così visto che la multa ha la necessità di essere stabilizzata. Ecco che la città, e i fiorentini ne sanno qualcosa, diventa una giungla di tranelli dove alla fine non potrai che inciampare perché sono messi a regola d’arte per fare sgambetta ad ognuno di noi. Alla fine di questo percorso ad ostacoli dove sbagliare non è una possibilità ma è una ovvietà sta il vigile con la sua divisa che mette più timore al cittadino affrettato che non al vagabondo che sosta con tranquillità in molti angoli delle nostre strade. Di chi è la colpa quando una divisa, nel sentire comune, è vista con timore ma senza richiamare sicurezza? Non è certo colpa di chi la porta ma è colpa di chi ha cucito addosso a quella divisa un compito che non gli appartiene. Credo che sia tempo che le amministrazioni comunali aprano una riflessione seria in merito alle multe tranello, agli autovelox messi con l’intenzione di fare cassa, al cittadino onesto che ogni tanto “ci prova” ad aggirare le strane regole per sopravvivere? Sembra banale ma in questo modo si sta trasformando l’anima di ognuno di noi con una cultura del balzello che muta geneticamente ruoli e professioni. Non mi pare una pretesa assurda quella di stare in strada e nell’incontrare un vigile potergli fare un sorriso cordiale come un cittadino deve fare ad una divisa e magari pensare che, alla fine della sera, un qualunque vigile o vigilessa potrà dire di aver ricevuto qualche grazie in più e qualche maledizione in meno. Sembrano questioni di lana caprina ma, si sa, è nel dettaglio che sta il diavolo.

QUALE DIGNITA' POLITICA PER PRODI di Lorenzo Micheli
La risposta è tanto breve quanto semplice: nessuna.Zero.Basta andare indietro di soli 10 anni sino agli sciagurati giorni di oggi. Il brillantissimo cammino di questo " gigante " della politica, comincia con la sfida per Palazzo Chigi, nel 1996, quando grazie alla meravigliosa legge elettorale, nonostante che il Polo delle Libertà, Lega esclusa ( che in quell'occasione corse da sola e conseguì l'11% a livello nazionale ), ottenne moltissimi voti di lista in più della sinistra, il signore in questione si svegliò vincitore. Passarono circa due anni e la fiducia in Parlamento svanì ed il suo Governo fallì miseramente; il secondo tentativo finì, di fronte alle Camere, di lì a pochissimo. Ottenuto lo scopo, nel momento elettorale, di incantare i centristi, il Presidente del Consiglio fu messo rapidamente da parte ad opera di chi comandava sul serio: il comunista Massimo D'Alema. La presidenza della Commissione Europea non fu altro che un esilio dorato.L' ultima versione dell'Esecutivo, fu affidata al sempreverde Giuliano Amato, per il raggiungimento di un record: tre Presidenti del Consiglio per cinque Governi in una sola legislatura.... Nel 2001 fu scelto Francesco Rutelli per andare a perdere clamorosamente contro Silvio Berlusconi. Veniamo al presente; nel 2006, dopo che alcuni Istituti di sondaggio accreditavano vantaggi stellari a favore della sinistra ( 8 - 10 % ), ad urne chiuse, l'exploit si tradusse in un misero 0,6 % di vantaggio. Di lì a poco, il sig. Prodi ebbe a definire, testualmente, il vantaggio risibile al Senato ( 2 seggi ), nel seguente modo: " Come è sexy questa maggioranza ristretta" . I gusti sono gusti. La sensualità di questa maggioranza, si vide da subito, quando il medesimo fù messo in croce in numerose occasioni, fino a quando, in una giornata particolarmente osé, lo licenziò in tronco. Da allora, dopo proclami roboanti, stile : " riparto da 12 punti irrinunciabili ", subito regolarmente spariti, è stato tutto un elemosinare con il cappello in mano in quel ramo del Parlamento. Tiriamo le somme: per il sig. Prodi è praticamente impossibile ottenere fiducia e sostegno da chi, teoricamente, lo identifica come proprio rappresentante. Dopo le ultime amministrative, a sinistra sono pesci in faccia....indovinate di chi? Quindi un appello: la Sua Bologna la attende a braccia aperte; ci faccia ritorno il prima possibile e ci rimanga 7 giorni su 7. Grazie.

MENO PARTITI E MENO STATO, PIU' CITTADINANZA E PIU' TOSCANA di Alessandro Antichi portavoce dell'opposizionenel Consiglio Regionale della Toscana
Prepararsi a un grande sforzo bipartisan, per onorare con le riforme il 60° anniversario della Costituzione
dedicato al mio primo nipotino, LorenzoCiascuno deve fare seriamente la sua parte, perché la politica toscana e italiana dia segnali concreti di autoriforma e di un concreto recupero di efficienza e sobrietà. Le riforme costano sacrifici, mentre la demagogia non costa niente. Se siamo in una temperie di abili gattopardi che cercano di salvarsi dall'inevitabile crollo dell'egemonia, o se invece si è seriamente aperto uno spazio di dialogo bipartisan per fare, insieme, qualcosa di meno cinico e più serio, lo vedremo presto.La mia parte politica porterà avanti il proprio programma di sempre, quello che da quando siamo entrati nel Parlamento toscano, nel 2005, è diventato un programma di legislatura, le tre "S" di Alberto Magnolfi, "semplificare, sburocratizzare, spoliticizzare". Quello che sta diventando, attraverso un duro lavoro di studio e approfondimento, un programma ancora più ambizioso di ritiro della politica da tutti i territori indebitamente occupati, per essere pronti nel momento, non più così lontano, in cui i Toscani porranno fine al Sessantennio e pretenderanno una seria e credibile alternativa di governo.Crediamo, prima di tutto, in ciò che è possibile fare subito, a Costituzione, Statuto e legislazione invariata: dismettere partecipazioni, chiudere enti inutili, ridurre le burocrazie. Farlo con energia, con coraggio, comune per comune, scontrandoci duramente contro la dittatura dello status quo e la resistenza delle oligarchie della vecchia sinista toscana.Crediamo che si debba rivedere l'ordinamento toscano, soprattutto per quanto riguarda l'elefantiasi della burocrazia regionale, l'eccessiva frammentazione politica e consiliare, gli eccessi di personale e di spese che il governatore Martini è stato infine costretto a riconoscere.Crediamo anche che si debba onorare il 60° anniversario della Costituzione con una discussione profonda, senza pregiudizi, senza steccati, sui problemi istituzionali della nostra Repubblica, che è rimasta in mezzo al guado dopo la salutare crisi del 1992, pericolosamente arenata sulle secche di una transizione incompiuta verso il moderno federalismo di cui tutte le realtà più progredite e più lungimiranti del Paese sentono disperatamente il bisogno.La Toscana è, nonostante la durezza del confronto in atto fra la sinistra egemone e la nostra parte civico-liberale, pur nell'aspra dialettica che caratterizza il confronto fra il Centrosinistra di governo e la Casa delle libertà all'opposizione, anzi, forse proprio grazie a quella durezza e a questa asprezza, un osservatorio privilegiato. Chi, meglio di noi, può comprendere sia la rivolta del Nord, che i processi involutivi in atto nel Centrosud? Chi meglio di noi, la terra di mezzo per eccellenza del sistema italiano, può contribuire alla costruzione di un nuovo spirito pubblico, coerentemente federale, repubblicano ed europeo?Lo scrivo senza timore di apparire esagerato: non solo possiamo, ma dobbiamo. Se perdiamo di vista il compimento del federalismo, perdiamo di vista l'Italia e mettiamo in crisi l'unità europea e occidentale...Nella nostra Costituzione il principio di sussidiarietà, per restituire sovranità e libertà, risorse e speranza, alle comunità, alle famiglie, alle imprese, è già presente. In alcuni passaggi del testo costituzionale sarebbero sufficienti piccole modifiche, per rendere più evidente e più forte, ciò che essa ha già in sé. Segnalo solo dei punti, su cui ritengo valga la pena di cercare il necessario consenso bipartisan:
1. Una riscrittura dell'art. 118 che ribadisca, con maggiore semplicità e quindi con maggiore nettezza, che le amministrazioni della Repubblica, tutte e sempre, si informano al principio di sussidiarietà. Lo Stato detta norme generali e di principio. Le Regioni fanno leggi adatte ai territori. I Comuni, con i propri uffici e il proprio personale, intervengono e operano nel concreto. Le burocrazie provinciali, regionali e statali dovrebbero sostanzialmente avviarsi a una progressiva estinzione.2. L'attribuzione a comitati di cittadini del potere di ricorrere alla Corte Costituzionale, sollevando un conflitto di competenza contro norme che minaccino la sussidiarietà. E' la previsione di una
class action antistatalista, che potrebbe diventare un reale deterrente contro l'invadenza dei poteri pubblici nella vita economica e sociale, molto di più di quanto non possa fare l'attuale previsione costituzionale che si limita a "favorire" la libera iniziativa privata, con una norma tipicamente e meramente programmatica.3. Una modifica dell'art.117, comma VI, per porre un freno alla moltiplicazione dei regolamenti, una metastasi normativa che finisce per rendere impossibile ai cittadini la comprensione dei loro diritti e doveri.4. Rendere più chiari, all'art. 119, i principi del federalismo fiscale. Regioni e comunità locali non dovrebbero più "nascondere" la crescita del proprio prelievo in "addizionali" sulle tasse statali, ma gestire autonomamente e interamente le proprie imposte, in modo tale che il cittadino sappia sempre, con chiarezza, cosa paga, a chi, con il diritto di chiedere sempre il perché.5. L'abolizione del famigerato comma III dell'art. 117, quella della "legislazione concorrente", che è stata, sin dall'entrata in vigore della riforma del Titolo V nel 2001, una fonte di confusione e di sprechi. Ovviamente questa abrogazione aumenta di gran lunga la responsabilità delle Regioni in tanti campi, nonché il dovere del Parlamento di varare norme veramente generali e di coordinamento. Un passo avanti formidabile verso la sussidiarietà, la separazione dei compiti, la riduzione dei costi della macchina pubblica.6. Senza stravolgere l'attuale impianto costituzionale, è possibile attenuare il bicameralismo paritario. Il Parlamento può "risparmiare" tanto, soprattutto tantissimo tempo, con minime differenziazioni fra il ruolo delle due Camere, di cui farò solo due piccoli esempi:
all'art. 94, si potrebbe attribuire alla sola Camera la discussione e il voto sulla fiducia al Governo, in coerenza con la sua natura di assemblea che più compiutamente rappresenta la volontà generale della Repubblica;
all'art. 96, si potrebbe affidare al solo Senato il potere di autorizzare i processi dei ministri.
Attuare quella riduzione del numero dei membri delle due Camere, di cui si sente sempre più il bisogno, soprattutto da quanto è iniziato il processo di spostamento di poteri e funzioni verso il basso, verso le Regioni e gli enti locali (e anche verso l'alto, verso Bruxelles): all'art.56 prevedere trecento deputati e all'art.57 centocinquanta senatori. Numeri che sarebbero più in linea con quelli di altri paesi democratici avanzati, e che si addicono al funzionamento di assemblee moderne e autorevoli.
Lo sfoltimento, ovviamente, farebbe saltare quell'istituto rigido e discutibile che sono le "Circoscrizioni Estero" e porterebbe anche alla diminuzione dei senatori a vita. 8. Riportare entro limiti draconiani la decretazione d'urgenza, un cavallo di Troia attraverso cui passano una infinità di norme che alimentano l'onnipresenza dello Stato e l'invadenza della politica nell'economia, rivedendo le maglie troppo larghe dell'art. 77. Ripristinandone il carattere di eccezionalità e di urgenza, come era nel disegno dei padri costituenti.9. All'art. 103 una piccola modifica, ma di un qualche valore simbolico: l'abolizione dei tribunali militari.10. Cancellare il CNEL, previsto all'art. 99, senza se e senza ma. Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro è il più emblematico e paradigmatico di tutti gli enti inutili, talmente inutile che ci si dimentica persino di citarlo fra le cose da abolire.11. Infine un ragionamento ancora più ambizioso: una revisione del Titolo V, per abolire le Province statali, circoscrizioni del vecchio stato centralista, lasciando alle Regioni e ai Comuni il compito di costituire degli snelli organi intermedi di cui si sentisse ancora la necessità, secondo le esigenze e le tradizioni locali.Queste mi paiono linee possibili di lavoro, per portare avanti il grande valore della sussidiarietà, per il ridimensionamento delle burocrazie, per un recupero di credibilità delle istituzioni, cercando anche di isolare alcuni simbolici, ma proprio per questo importanti, segnali di riduzione dei "costi" della politica. Ovviamente senza scendere mai, nemmeno per un istante, sul terreno scivoloso di chi, quando si parla di questi temi, pensa in realtà a misure demagogiche, del tutto propagandistiche, che finiscono inevitabilmente per tagliare il pluralismo, lasciando intatte le oligarchie, le partecipazioni, i monopoli e le intoccabili burocrazie. E senza riportare l'Italia indietro, al tempo del sistema corrotto e corruttore delle preferenze, mentre è il momento di andare avanti: meno partiti, ma organizzati in modo democratico e governati dai loro elettori, attraverso le primarie; meno stato e meno burocrazia, più libertà economica, più pluralismo sociale e culturale; più democrazia diretta, più democrazia locale; verso una Europa meno costosa e meno burocratica, una più snella Repubblica federale italiana, l'autogoverno della Toscana e delle sue comunità locali.

  • CARO PRESIDENTE ... di Patrizia Cassisa socia del Circolo e referente di FI per i rapporti con i Circoli della Libertà nella provincia di Grosseto

Caro Presidente del Circolo Mens Liber@,
scrivo volentieri perché spero che l’entusiasmo e la voglia di fare che tu e gli altri amici di questo Circolo avete mostrato sia contagioso, e faccia sì che tanti altri si avvicino sia al Circolo, che alle idee di cui il circolo si fa portavoce. Anzi, spero che in tutta la provincia ne possano nascere altri, sulla scia di questo.
Anche a Grosseto si respira un’aria nuova. Sembrava che dopo le elezioni di Maggio dell’anno scorso, tutto dovesse tornare come dieci anni fa, immobile. Per fortuna non è stato così. Spero, anzi, avendo imparato a conoscervi ne sono sicura, che questo sia solo l’inizio di un grande percorso. Il fatto che in solo mese dalla nascita il Circolo abbia già un sito organizzato e visitato come questo è un ulteriore punto di forza. I Circoli della Libertà sono da considerare una risorsa non solo per avvicinare i cittadini ai valori del centrodestra, ma anche per dimostrare loro che i nostri valori probabilmente coincidono con i loro, solo che finora forse non ci sembrava il caso di dirlo, anche scocciati dalle urla e dalla prepotenza con cui la sinistra pretendeva di rappresentare le idee di tutti.
Mi fa davvero piacere essere socia del Circolo, anche se mi dispiace non avere tutto il tempo che vorrei per aiutarvi di più. Mi auguro quindi che molte altre persone, venendo a conoscere il Circolo anche tramite le informazioni che raccoglieranno dal sito, vogliano aderire, perché basta poco, ma anche quel poco che ciascuno di noi potrà dare, riuscirà ad essere ben utilizzato dall’organizzazione e dal buon lavoro che tu, e gli altri del Consiglio Direttivo avete già dimostrato di saper fare.
In bocca al lupo, quindi…e a presto.

CHE COSA SONO I CIRCOLI DELLA LIBERTA' di Anna Tiziana Angelucci
I Circoli della Libertà, che nascono da una brillante istituzione di Silvio Berlusconi, sono organizzazioni di base che si propongono di vivificarla politica con linfa nuova aprendosi alla società civile, intercettando la domanda di partecipazione politica che percorre tutti i ceti sociali, ma intercettando altresì il forte dissenso della società civile a causa della prova fallimentare del governo di sinistra. I circoli sono da considerare una risorsa per avvicinare i cittadini ai valori del centrodestra; che sono i valori verso i quali si sta dirigendo l'Europa, con le elezioni di Sarkozy in Francia o della Merkel in Germania. Si tratta dei tipici valori occidentali : della legalità del rispetto della vita umana, della famiglia , della cristianità, posto che le nostre radici culturali, non possono prescindere dal legame con la religione cristiana; insomma quei valori che, sull'onda del relativismo culturale tipico delle sinistre , hanno rischiato di essere inibiti e oscurati nella presunzione che tutto possa essere relativizzato, ad esempio anche un'istituzione naturale come la famiglia che preesiste allo Stato. I Circoli si muovono proprio sulla scia del cambiamento della società europee; definirei i Circoli un "movimento europeistico". Infatti la società civile europea ancor prima dei governi, si è resa conto che sul territorio europeo, sull'onda progressiva dell'islamizzazione , è in atto un pericoloso processo di delegittimazione dei valori e della cultura del vecchio continente quindi preme per un recupero del patrimonio di cultura e tradizioni europee. in questo quadro i circoli, in Italia, si propongono di intercettare questa richiesta di recupero e riaffermazione dei valori occidentali.

FANTASTICA QUESTA SINISTRA NOSTRANA di Lorenzo Micheli
Seguendo la politica praticamente da sempre, ricordo molte perle di questa parte politica ed è verissimo che per la sinistra la verità è sempre e solo quella che le fà comodo in quel preciso momento.Basta andare indietro di due - tre anni, per ricordare i commenti degli italicicompagni; bastava la vittoria ad un turno elettorale di un solo collegio, magari dovuto a dimissioni o a decesso di un parlamentare, per sbandierare ai quattro venti " la fine del Governo Berlusconi ", ed ancora : " ad ogni occasione, gli italiani votano contro il Governo Berlusconi "........ Il Governo della CdL, è bene ricordarlo ai nostri detrattori, è il primo e l'unico della storia repubblicana, che è rimasto in carica per l'intera legislatura. E adesso come la mettiamo con questo risultato? Prodi e compagnia saranno sempre convinti che si è trattato di " un test locale" ristretto all'ambito amministrativo ? La CdL non ha vinto in un'elezione supplettiva, magari in due-tre collegi, l'affermazione è netta e sonante. Quel vostro brillante ragionamento di due - tre anni fà non è più valido? Ad urne chiuse si sono sentiti commenti di alcuni leaders di sinistra, che hanno oltrepassato il limite del ridicolo; " abbiamo pareggiato ", meno male che questi personaggi nella vita non svolgono la professione di arbitri, altrimenti immaginatevi che classifiche; ed ancora " dal Nord ci viene un segnale da interpretare ", dove il segnale è la scomparsa della sinistra in quell'area geografica. Da aggiungere, inoltre, che l'unione, laddove vince, lo fà quasi sempre tramite candidati della sinistra, per buona pace dei centristi di quello schieramento.La verità è che il corpo elettorale, dopo un capriccio ( per altro minimale ), nell'Aprile del 2006, si è pentito seduta stante ed i " risultati " di questo Governo e di questa cosiddetta maggioranza hanno finito il lavoro; vogliamo ricordare, ad esempio, la divisione della cosiddetta Unione su ogni tematica, lacrisi di Governo dovuta alla mancata fiducia in politica estera, la assoluta mancanza di accordo riguardo i dico, il falso allarme riguardante i conti pubblici che li ha portati prima a massacrarci con la finanziaria salvo poi accorgersi di un enorme extra-gettito di svariati miliardi di euro? Potremmo continuare e riempire altre tre pagine ma credo sia meglio risparmiare l'inchiostro. Il progetto del Partito Democratico esce, a guardare questi numeri, pesantemente indebolito. Mi sveglio tutte le mattine con il desiderio di non vederli più seduti sulle poltrone della maggioranza; speriamo tutti insieme che quel giorno venga il più presto possibile e soprattutto lavoriamo in tal senso quotidianamente con le nostreproposte ed iniziative.

RIORDINO DELLA RETE OSPEDALIERA MAREMMANA (discussione PAL seduta consigliare del marzo 2007)
di Fabrizio Viggiani
L’attuale assistenza ospedaliera grossetana si caratterizza per :
1- un Presidio dedicato alla cura delle patologie acute
2- un armamentario terapeutico per lo più limitato anche se con punte di eccellenza talvolta a problematica gestione (leggesi RMN che a pochi mesi dalla sua apertura fornisce appuntamenti a fine Luglio )
3- il bisogno di una ulteriore qualificazione specifica degli operatori
Al di fuori dei Presidi è cresciuta a dismisura la patologia dei cronici , cioè di tutta quella parte di popolazione che , con l’età avanzata , ha sviluppato problemi sanitari nei confronti dei quali il territorio non è adeguatamente organizzato ; pertanto ancora oggi , per necessità , ricoveriamo questi pazienti cronici in un ambito per acuti creando loro rischi e disagi perché non solo li rimandiamo sul territorio senza risolvergli completamente il problema , ma rischiamo anche di esporli alle ben note patologie ospedaliere . Di fronte a questo scenario è indispensabile ricontestualizzare l’intera rete ospedaliera e territoriale provinciale e quindi condividiamo quanto proposto dal Dr. Calabretta nella misura in cui
- si vuole riunire tutte le tecnologie avanzate e tutto il personale in grado di gestirle al Misericordia
- si vuole che i Presidi periferici forniscono prestazioni per la patologia cronica secondo una loro vocazione naturale
- si vuole più integrazione Ospedale-Territorio
Condividiamo anche l’attivazione di Reparti e Servizii dedicati alla cronicità , quali l’hospice per i malati terminali , indispensabili alle esigenze della cronicità del territorio ; altrettanto si può dire per l’area oncologica , della salute mentale o del centro unico dei prelievi anche se frutti non della recente programmazione bensì di datate proposte degli stessi operatori.
La rivisitazione della rete ospedaliera deve però passare , non attraverso rigorose logiche economiche di bilancio , ma attraverso la ricerca di una offerta di cure coerente alle esigenze del malato cosa che oggi non sempre si riesce a fare per i limitati investimenti umani e tecnologici . L’impianto di questo PAL è caratterizzato da una ottima teoria che nella sostanza non si può non condividere , ma su tutto questo aleggia uno spirito simil bocconiano dove progetti perfetti si basano su fatti , situazioni o mezzi non disponibili o quantomeno difficilmente disponibili .
Per questo se ci troviamo in accordo con l’impianto generale del PAL non ne condividiamo i presupposti cioè quelli di una pressante logica finalizzata al razionamento delle risorse mascherata da pseudorazionalizzazione ; infatti ci viene proposto un PAL sviluppato in due tempi ben distinti il primo quello dei tagli ed il secondo quello di futuri investimenti che però non sappiamo quando e di che entità saranno . La traumatica successione dei DG nella nostra Azienda , la pesante sindacalizzazione del personale e la dirompente politicizzazione del sistema impongono certezze del futuro e garanzie di linee di sviluppo . Ogni programmazione locale è nei fatti subordinata alle scelte fiorentine che risentono di quel difetto intrinseco , tipico della Sanità Toscana , che vede decisioni regionali fortemente ideologizzate che devono essere attuate nelle periferie secondo criteri Aziendali correlati alle logiche di mercato quali della domanda/offerta . Questa incongruenza rende instabile il sistema soprattutto nei momenti di crisi come l’attuale in cui le risorse sono limitate . Poichè , come esemplificato nel PAL a proposito dei punti nascita , le disposizioni regionali e le programmazioni dell’Area Vasta , alla cui concertazione non partecipiamo attivamente , ci sono calate d’alto non possiamo accettare tagli che non siano accompagnati da concomitanti e sicuri investimenti a garanzia delle nostre necessità territoriali .
In altre parole è ragionevole presupporre che né Firenze né Siena rinunceranno a parte delle loro risorse per sostenerci pertanto a fronte di ogni progettualità è necessario sempre pretendere idonee garanzie
Un noto detto popolare recita : non dare acqua se non vedere cammello ; nella sua estrema semplificazione esprime esattamente l’odierno nostro stato d’animo . Non siamo qui a discute se il modello sanitario toscano è migliore di quello lombardo , siamo qui a difendere la nostra salute ed il nostro rifiuto a dover cercare in altre Aziende quello che pretendiamo ci sia offerto dalla nostra ASL . Basta con le definizioni come polo di eccellenza o polo di attrazione L’Ospedale deve servire soprattutto ai cittadini residenti ed ogni reclutamento di Malati provenienti da altre Aziende è solamente complementare e non può essere usato come parametro di compensazione . Ogni migrazione di Cittadini dalla nostra Azienda segna di fatto la sconfitta del Sistema ecco perchè la periferia va difesa e sostenuta . L’adozione immediata dei tagli comporterà un ridimensionamento dell’offerta sanitaria nella periferia ed un pressing di utenza sul Misericordia che si vedrà costretto a lavorare sulla quantità a scapito della qualità con l’inevitabile rischio di una progressiva riduzione di professionalità . Riorganizzazioni dei servizi del tipo h 12 per le radiologie periferiche avranno ricadute locali come il trasferimento delle urgenze chirurgiche notturne verso Grosseto in un sistema di viabilità disagevole e l’implicita predisposizione ad una caduta delle prestazioni ordinarie . Con identiche criticità deve essere valutato il servizio del laboratorio analisi h12 nelle periferie senza tecnico di laboratorio ed il servizio di emotrasfusione centralizzato a Grosseto . Così come è presentata la futura rete ospedaliera il sistema informatico diventa essenziale pertanto , non ce la sentiamo di dare per scontato l’efficenza e l’affidabilità di tale sistema , se poi si potrà investire solo limitato denaro finalizzato alla garanzia della sicurezza della trasmissione dei dati .
Problematico inoltre esprimersi anche sulla organizzazione per intensità di cure , di sicuro è un modello ancora non ben collaudato tipici esempi sono quello di Reggio Emilia dove è stata abbandonata , di Forlì dove , a fronte di una struttura muraria specificamente costruita , è da un anno ancora in corso di sperimentazione e di Pontedera ed Empoli dove si confonde con l’ospedale etico . L a gestione clinica del paziente viene spersonalizzata con la presenza di un medico tutor , difficilmente collocabile anche dal punto di vista del contratto nazionale , attorno a cui ruotano figure multispecialistiche con possibile diluizione di competenze e di responsabilità . Tale innovazione rischia di scardinare i consolidati percorsi assistenziali e le relazioni cliniche dentro l’Ospedale creando una sorta di umanizzazione migrante dell’offerta sanitaria un approccio medico al paziente che sempre meno si confronterà con l’unicità del malato . Di fronte a tale non scontata applicazione viene da domandarsi se l’attuale momento sia realmente il migliore per impostare questo modello o magari non sia più concreto , con meno fatica e spese , cercare di migliorare gli attuali percorsi assistenziali … a meno che si voglia ricercare nuovi equilibri intraziendali con logiche che al momento ci sfuggono .
In identiche difficoltà si dibatte l’assistenza territoriale sottoposta ad un rigoroso controllo amministrativo della spesa , in particolare quella farmaceutica e diagnostica , camuffato da ricerca di appropriatezza clinica ; prova ne è che i Medici di Famiglia sempre più spesso avvertono il rapporto con il Paziente come una costante minaccia del loro risicato budget . Se è vero che la prevenzione è il fulcro del PSR sul territorio devono essere dislocate risorse , ma se non c’è certezza di questi investimenti mi chiedo ma con quali mezzi la potremo garantire ? Se la deospedalizzazione ed i processi di riabilitazione devono essere il nostro obbiettivo senza risorse con quali e quanti Medici ed Infermieri la potremo fare …a meno che per ADI non si intenda uno squillo ad un campanello per sapere come va ed un salutarsi alla prossima settimana .
La volontà di applicare anche a Grosseto la SdS non può esimersi da una valutazione costo/benefici delle esperienze sperimentali condotte a Massa Marittima ed a Castel del Piano ; pertanto è necessario sapere quanto è costata e cosa ha prodotto in quelle sedi oltre una ventilata riduzione di prestazioni sanitarie come i punti nascita . A questo proposito noi ribadiamo che crediamo in una rete ospedaliera in cui gli ospedali sono tra loro integrati , ma nella competitività
E’ nostra opinione che questo PAL è centrato su una riorganizzazione strutturale dei così detti rami secchi , ma a finanziamenti invariati . Questa è una incongruenza perché se la nostra ASL ha uno sforamento di bilancio , a parità di risorse con lo storico , i tagli al massimo potranno ottenere un riequilibrio dei conti , senza però consentire ulteriori investimenti umani e tecnologici . Così facendo rischiamo di favorire l’equazione : razionalizzazione=razionamento=dequalificazione=limitata qualità sanitaria=percepito sanitario scadente =incremento della migrazione sanitaria .
Concludo parlando a nome del Gruppo di FI che si esprime negativamente sul PAL non in quanto contestiamo la sua strutturazione , ma in quanto troppo sbilanciato sui tagli di spesa e non supportato da un adeguato e certo apporto di risorse .


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