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2 NOVEMBRE 2007 (Il Tirreno):
Più tutela dall’immigrazione clandestina
GROSSETO. «I flussi immigratori rischiano di avere un impatto destabilizzante per le già precarie economie locali con riflessi negativi sulla vivibilità. E’ concreto il rischio di trasformare tali aree in aree dormitorio con crescente disagio sociale». Parte da queste considerazioni la richiesta di una maggiore tutela dei residenti. La firma il coordinatore comunale di Forza Italia, Fabrizio Viggiani, a commento di una indagine Caritas. «Non dimentichiamoci - aggiunge - che già adesso la disoccupazione, l’alcoolismo e la tossicodipendenza sono fenomeni ben conosciuti in queste zone. Di qui la necessità di monitorizzare tale fenomeno e di predisporre una concreta azione di governo del territorio. Forza Italia chiede che le istituzioni tutelino i cittadini residenti dal fenomeno dell’immigrazione clandestina, che sia intensificata la lotta contro il lavoro nero, che i programmi di integrazione sociale non siano solo fantasie elettorali, che i programmi scolastici insegnino, assieme al rispetto democratico della libertà altrui, la conoscenza ed il rispetto delle nostre leggi e che si promuova una politica di investimenti favorente le economie e le occupazioni locali».
9 SETTEMBRE 2007 (Il tirreno):
Sicurezza?Il centro sinsitra su questo fronte è un disastro"
Forza Italia accusa governo e giunta comunaleGROSSETO. E a proposito delle crescenti polemiche sulla sicurezza e sull’ordine pubblico urbano, ecco l’intervento del coordinatore comunale di Forza italia, Fabrizio Viggiani. Il quale, ovviamente, punta il dito contro il centrosinistra che amministra Grosseto, colpevole a suo dire di far proliferare criminali, violenti e drogati in città.«Che Grosseto sia una città dove la microcriminalità minaccia sempre più la sicurezza dei cittadini è incontestabile, che nelle nostre vie cittadine il mercato della droga è fiorente è una realtà, che una certa emarginazione sociale sia presente nei giardini pubblici è facilmente dimostrabile, che gli appartamenti siano oggetto di crescenti incursioni da parte di ladri è cronaca quotidiana, così come è incontestabile che le risposte dell’attuale maggioranza sono tutto fuor che concrete», tuona Viggiani, accusando il governo Prodi di una «sconsiderata» apertura all’immigrazione clandestina e di attentare «all’identità della famiglia».Per tutte queste ragioni, conclude l’esponente berlusconiano, «non vediamo come il centrosinistra che governa questa città possa rispondere alle richieste di sicurezza dei cittadini grossetani. Non si tratta di perorare la politica del “pugno di ferro” - assicura Viggiani - ma di pretendere che l’osservanza dei doveri non venga richiesta solamente alle maggioranze oneste». In che modo? La polemica continua.
15 AGOSTO 2007 (La Nazione):
Intervento di Fabrizio Viggiani e Laura Milli
FORZA ITALIA GROSSETO CRITICA I DS «Via la politica dall'Università»
Mentre il Rettore dell'Università di Siena, Focardi, avverte che «serve serenità, altrimenti i ragazzi si allontanano», Fabrizio Viggiani e Laura Milli, rispettivamente coordinatore e componente del Coordinamento comunale di Forza Italia Grosseto, dicono, rivolti al segretario provinciale dei Ds Luca Sani che sull'Università «Le nozze coi fichi secchi non si fanno».Noi - dicono Viggiani e la Milli - ci limitiamo a condividere le affermazioni del Rettore, ad esplicitare che le polemiche sono state scatenate dalla Provincia e dai Ds. Ricordiamo che fu l'ex sindaco Antichi a dare un grande contributo in denaro ed in locali per far decollare l'Università a Grosseto. Gli esponenti del Centrosinistra stanno ignorando completamente il problema economico e non spiegano perché la Provincia non eroga contributi all'Università almeno pari a quelli del Comune di Grosseto.Spieghino perché la Provincia eroga solo 170mila euro all'Università mentre era disposta a partecipare ad una singolare società dei rifiuti con Sienambiente e con Unieco con una quota di un milione di euro dei cittadini maremmani. O come sia tuttora interessata a spendere qualche milione di euro pubblici per acquistare il Cogeneratore di Scarlino.A questo punto - concludono gli esponenti di Forza Italia Grosseto - è inevitabile chiedersi se non sia necessario che una certa politica faccia un passo indietro, magari rinunciando a qualche poltrona, per riflettere se spetti realmente a lei definire i programmi universitari, perchè il calo di iscrizioni può esprimere anche questo disagio.
"ECCO I BROGLI IN AUSTRALIA".Le rivelazioni al nostro sito del candidato dell'UDEUR per l'Estero, Paolo Rajo di Alessia Manfredi
ROMA - A lungo si è discusso sulle presunte irregolarità nelle elezioni politiche dell'aprile 2006, per il rinnovo del Parlamento, vinte di stretta misura dal centrosinistra. Ma il voto all'estero, che alla fine risultò decisivo, è stato il più contestato: sia nelle sedi locali, che durante lo spoglio centrale a Roma. Ora arriva a Repubblica.it un video destinato a riaprire la discussione. E' girato in una casa australiana ("di Sydney" dice la voce narrante, che è di Paolo Rajo, candidato al Senato per l'Udeur all'estero), dove qualcuno, ripreso di spalle, ha davanti a sè su un tavolo un mucchio di schede elettorali, che compila in blocco, assegnando voti e indicando preferenze in massa per l'Unione al Senato (scheda viola) e, per errore, per Forza Italia alla Camera (scheda arancione). Le schede vengono poi richiuse e sistemate nelle buste originali del Consolato e sigillate. Sono almeno un centinaio. "Il filmato l'ho fatto io stesso durante la campagna elettorale per le scorse elezioni politiche in cui io ero candidato al Senato nella lista Udeur di Mastella" spiega a Repubblica.it l'autore, che ripete di aver più volte denunciato al suo partito il fatto, invano. Il racconto integrale. "Mi chiamo Paolo Rajo lavoro come giornalista e presentatore nella stazione radio Rete Italia, conducendo il programma del mattino. Ero andato in giro a chiedere voti come facevano tutti i candidati e sono capitato a casa di un conoscente con famiglia numerosa. Essendo molto conosciuto e amato proprio per il lavoro che faccio, sono stato accolto con estrema gioia da questa persona. Quando poi gli ho spiegato il motivo della mia visita mi ha detto candidamente "Ma Paolo, noi ti stiamo già aiutando, in garage c'è mo figghiu cu ati boy frend che ti stanno a riempire le tue ballot paiper (leggi: schede elettorali). Resto spiazzato, lo ringrazio, poi ripensandoci, gli chiedo di spiegarmi perché in garage e perché con altri amici? Ti faccio vedere, vieni e mentre andavamo nel suo garage mi spiega che era stato avvicinato da alcune persone che gli avevano detto: "Se vuoi aiutare Paolo ti portiamo dei pacchi di schede e ti diciamo cosa devi fare, poi passeremo noi a riprenderle e daremo anche una cassa di birra ai ragazzi che ci aiuteranno". "Il mio stupore diventa allucinazione, pensavo di stare sognando, comunque entro in garage e davanti a me, si para la scena di un tavolo apparecchiato con tovaglioli, ma sopra invece che del cibo c'erano tantissime schede pronte al voto in serie. Ovviamente non si votava per me per l'Udeur ma per l'Unione". "Pacchi di schede, con ancora i plichi originali così come erano stati spediti dal consolato. "Vedi, vedi come ti aiutiamo...!" Ho fatto presente che non stavano votando me, ho anche detto, che comunque quell'aiuto io non lo avrei mai accettato, almeno in quel modo. Sapete com'è? Si è quasi offeso. Queste sono persone giunte oltre 50 anni fa in Australia, in Italia forse non avevano mai votato e quello che stavano facendo veramente lo facevano "di cuore", incredibile ma è così". "Avevo con me il mio cellulare ed ho ripreso la scena cercando di evitare i volti, non mi andava affatto creare problemi a quella gente". "Questo succedeva, attenti, almeno una settimana prima che si votasse in Italia, ed io quella ripresa l'ho subito inviata via e-mail in allegato all'Udeur, il partito per il quale ero candidato. Nessuna risposta, nulla, nemmeno un riscontro per dirmi di aver ricevuto l'e-mail. Per timore che via Internet qualcuno potesse metterci lo zampino, ho inviato tutto sempre al Partito, via posta espressa. Nulla. Dopo il risultato delle elezioni ho chiesto decine, forse centinaia di volte, spiegazioni, chiarimenti sulle azioni da poter perseguire. Nulla, assolutamente nulla". "L'unica volta in assoluto che il partito mi ha contattato senza minimamente accennare alla cosa è stato qualche mese fa quando mi chiedeva di inviare al più presto la nota firmata per le spese elettorali che avevo sostenuto in Australia ai fini del rimborso. Rimborso, sia chiaro, per il partito, non per me". "Il voto degli italiani all'estero si è rivelato un meccanismo confuso pieno di possibili rischi di errori e imbrogli": 1 Le schede elettorali, i certificati elettorali, e le stesse buste sono state stampate in loco, non in Italia, sembra per mancanza di tempo materiale. Quindi viene facile chiedersi: chi ha scelto la tipografia? Chi ha controllato che non siano state stampate quantità maggiori di schede, etc. 2 Le schede elettorali sono state spedite in alcuni casi a cura delle stesse tipografie agli aventi diritto al voto. A Sydney, prove alla mano, moltissime schede sono state spedite almeno con tre giorni di ritardo, rispetto a quanto stabilito dalla legge elettorale. 3 Lo stesso elettore doveva rispedire le schede elettorali con busta preaffrancata al Consolato che raccolte le doveva poi inviare a Roma, sotto scorta? Forse. 4 Il sistema di votazione era così convulso da mettere in difficoltà anche quelli più preparati e avvezzi già al voto, immaginiamo per quelle persone che hanno votato per l'Italia per la prima volta e per giunta con questo sistema assurdo (questo per l'80% dei votanti all'estero). Una cosa molto importante che riguarda il filmato: fateci caso, il giovane impegnato al voto commette un errore nel voto alla Camera, scheda color arancione. Avuto le "spiegazioni" di votare il primo simbolo in alto a sinistra, ponendo quindi il nome del candidato, questi, nella scheda della Camera la cui predisposizione dei simboli era diversa, vota sempre il primo in alto a sinistra (quindi Forza Italia) scrivendo invece il nome del candidato dell'Unione, Fedi". Dopo la denuncia. La denuncia di Rajo a Repubblica.it lo ha portato al centro di un caso. Contattato da diverse reti televisive e testate, ci tiene ora a chiarire: "Nessuno mi ha spinto, nessuno mi ha promesso niente per parlare di questa storia proprio ora. Io l'avevo già segnalata subito, un anno fa, ma non ho avuto alcuna risposta" dice al telefono dall'Australia. "I ragazzi ripresi nel video - spiega - erano giovani, il più grande avrà avuto 19 anni. Non credo che pensassero di fare qualcosa di sbagliato. Gli era stato detto che così avrebbero aiutato qualcuno, magari l'amico del padre o un compare. E qui in Australia sulla segretezza del voto si ha una percezione diversa. Il tutto è stato fatto in stile naif". Ma quelle schede che fine hanno fatto? "Non so con precisione se siano state mandate o buttate. Mi hanno spiegato che due persone le avevano portate la mattina e le sarebbero venute a riprendere. Quello che mi interessava era far vedere tutte le anomalie di questo sistema di voto. E mi aspettavo almeno una telefonata dopo la mia segnalazione al partito. Non è arrivato niente, nessuna chiamata, nessun avviso, nessuna richiesta. E nessuna indagine. E' vero che era la prima volta che si votava all'estero e ci sono stati ritardi, imprecisioni. Ma sono tante le domande che ancora non hanno risposta. Quelle schede, che sono state stampate qui in Australia, da chi erano controllate? C'è un verbale? C'è un conto preciso di quante ne sono state stampate? Se c'è da cambiare la legge elettorale, si cambi anche il sistema di voto all'estero".
7 Giugno 2007 (tratto da Il Giornale ): PRODI SALVA VISCO MA PERDE LA FACCIA di Gianni Pennacchi
Roma - Il governo l’ha «sfangata», sul caso Visco-Speciale. Almeno al Senato e per ora, perché l’affaire rimane ingarbugliato e avrà ancora strascichi laceranti. Tant’è che intorno alle 23 di ieri - con l’apporto dei senatori a vita Emilio Colombo e Rita Levi Montalcini, e avendo rassicurato «fiscalmente» i senatori sudtirolesi - tutti i documenti dell’opposizione sono stati respinti con 160 voti contro 155. C’è stato un parapiglia sulla mozione della maggioranza, risolto dal presidente Franco Marini d’autorità: col risultato di far approvare soltanto «l’operato del governo» e cancellando anche l’«apprezzamento» per il ruolo delle Fiamme gialle.Si è conclusa così una giornata tra le più tempestose per Palazzo Madama, con l’accusa dell’opposizione a Marini di essere «un presidente di parte». Deflagrante è risultato l’intervento del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, che sostanzialmente ha dato del golpista al generale Roberto Speciale, suscitando l’uragano dell’opposizione e gli applausi alquanto imbarazzati della maggioranza che a quel punto anch’essa si è chiesta: perché allora promuoverlo alla Corte dei conti invece di degradarlo con ignominia? E se il viceministro Vincenzo Visco ha invece avuto un comportamento ineccepibile e adamantino, pur senza farlo «santo subito» come irridevano i cartelli innalzati dalla Cdl, perché mai costringerlo a restituire la delega proprio sulla Guardia di finanza? Interrogativi che gravano insieme a quelli sulla legittimità delle procedure, che hanno caratterizzato il dibattito. Tempestose le riunioni della Conferenza dei capigruppo, poiché non si riusciva a chiarire se esista un decreto di revoca per Speciale. Lo stesso Marini ha faticato parecchio senza riuscire ad ottenere lumi da Palazzo Chigi, salvo un generico impegno a sanar la faccenda nel Consiglio dei ministri di oggi. Tant’è che la Cdl ha confermato la sua mozione che impegnava il governo a ritirare tutte le deleghe assegnate a Visco con la denuncia che mancando il decreto di revoca dell’incarico di Speciale, c’è una indubbia «situazione di incertezza» nella Gdf «con contestuale presenza di due comandanti generali»